Il succo è che il carcere favorisce la delinquenza, l'indulto e le pene alternative la diminuiscono, e anche se gli italiani delinquono più degli stranieri questi ultimi vengono carcerati sempre di più. Vediamo i dati?
Sono passati 35 mesi dal provvedimento di indulto varato dal governo Prodi. In questi 35 mesi sono rientrati in carcere circa il 28% degli indultati, meno di 1 su 3. Teniamo presente che, mediamente, torna in carcere circa il 68% dei condannati (dato che da solo dovrebbe dimostrare l'inefficacia del carcere). Se ne deduce che l'indulto ha fatto meglio di quanto il carcere riesca a fare normalmente. Molto meglio.
Che "il carcere fa male", come dice Giovanni Torrente, del resto, si capisce anche da un altro dato: degli indultati sono tornati in carcere circa il 30% dei carcerati contro il 21% di coloro che erano soggetti a pene alternative. Vero che questi sono dei soggetti "selezionati", quindi più propensi a intraprendere percorsi di recupero, ma è vero anche che il carcere spinge a delinquere e che tenere i condannati fuori grazie a misure alternative crea meno recidive.
È vero che i criminali sono prevalentemente stranieri? No, perché tra gli indultati stranieri sono rientrati il 21% contro circa il 32% degli indultati italiani: una differenza del 10% che dimostra che gli italiani sono decisamente più tendenti a delinquere degli stranieri.
A questo si deve aggiungere che prima dell'indulto gli stranieri in carcere erano circa il 33%, oggi sono circa il 40% (a Torino si arriva a un picco del 70%) della popolazione carceraria. Come è possibile, se abbiamo appena visto che gli stranieri sono meno recidivi degli italiani? Personalmente ne deduco che l'Italia stia diventando sempre più razzista.
Se l'indulto ha ridotto il numero di recidive, perché non usarlo ancora? Se il carcere crea recidive, perché non sostituirlo con misure alternative? Se la popolazione carceraria aumenta di 1000 individui al mese (come sottolinea sempre Torrente) e non c'è posto per i cercerati, perché non smettiamo di carcerare le persone e utilizziamo sistemi che facciano meno "male" ai detenuti e a noi tutti? Il ministro Alfano, invece, ha assicurato che costruirà nuove carceri.
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1 commenti:
Credo che l'argomento possa essere interessante, ma secondo me mancano delle linee guida. Il problema è che manca una cultura della "non-punizione", ma anche della tutela. Quale potrebbe essere un'alternativa? Come si potrebbe garantire l'incolumità delle vittime (potenziali ed effettive)? Pur condividendo molte delle cose che hai scritto, mi sento poco persuasa. Forse è la cultura della mia società che ha inevitalbilmente "lasciato" un segno nel mio modo di pensare, forse è più banalmente mera ignoranza. Ma non riesco a vedere nell'Italia di oggi una valida alternativa al carcere. Tra l'altro nonscordiamoci nemmeno dei tanti "magnati" truffatori che hanno beneficiato del famoso indulto in questione. Ciao
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